2. Attrezzi del mestiere: abiti e strumenti

Per il Quattrocento abbiamo una lista di spese per tre cantanti siciliani, che include i vestiti per il più piccolo di loro; due raccomandazioni per un organaro, che tramite i buoni uffici del cardinale di Pavia informa il duca di Milano di essere disposto a costruire un organo stupendo anche per lui, come quello da lui già fatto per il re Ferdinando; una nota del duca Galeazzo, preoccupato che i suoi nuovi liuti veneziani arrivino sani e salvi; la supplica di un maestro di trombette.

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2. Attrezzi del mestiere-20

20. 14 marzo 1472.
Lista delle spese fatte “per li ceciliani cantatori” (Filippo Ciciliano sonatore, il suo “Pititto figliolo et il suo compagno”): salario, spese ordinarie per tre “bocche”, tre cavalli, e vestiti per il ragazzo.
Autografi, cart. 93.

2. Attrezzi del mestiere-21

21. Roma, 22 febbraio 1476.
I documenti qui numerati 21 e 22 sono due successive raccomandazioni dal cardinale di Pavia al duca di Milano di “Giovanni da Gaeta, Maestro di organi di carta, il quale dice haver facto alla maestà del re Ferdinando uno organo molto bono”. L’ organaro, “excellente nell’arte sua... desydera fare uno instrumento alla excellentia vostra non solamente bono, ma che in Italia, non habbi il migliore…sogliano i gran signori di simili cose havere grandissime laude, et commendationi”.
Autografi, cart. 93.

2. Attrezzi del mestiere-22

22. 4 maggio 1476.
Vedi descrizione del documento precedente.
Autografi, cart. 93.

2. Attrezzi del mestiere-23

23. Pavia, 20 agosto 1494.
Il duca di Milano manda a prelevare “li duy liuti comprati ad Vinetia”, raccomandando che siano trasportati da due persone, “talmente che per la via non si guastino”.
Autografi, cart. 94.

2. Attrezzi del mestiere-24

24. s.d. (XV sec.).
“Supplicatio magistri Antonij de Bonfilio magisteri a trombetis”. Antonio chiede al duca di Milano un salvacondotto che gli permetta di rientrare a Milano, da cui è dovuto fuggire perché ingiustamente perseguitato da un creditore “aspero et rigido” che vorrebbe vederlo morire in prigione;in tal modo il “poverello”, che “non ha casa né possessione se non le sue braze et solamente vive del suo sudore”, potrà fabbricare le quattro trombette per la festa di San Giorgio ordinategli per i musicisti ducali, e così “sustentare la vita a li soy fioleti”.
Autografi, cart. 94.


L’abito è importantissimo anche nelle epoche successive, come mostrano alcuni documenti relativi al Conservatorio (nn. 25-26): il direttore s'incarica di acquistare vestiti e fazzoletti per gli allievi, ed i professori protestano per essere dotati di una divisa d’onore per le occasioni in cui si devono esibire in pubblico.

2. Attrezzi del mestiere-25

25. Milano, 12 ottobre 1808.
I professori del Regio Conservatorio di Musica esprimono al Ministro dell’Interno il “vivo desiderio d’essere anch’essi onorati”, come gli alunni, di “uniforme con decorazione in argento”, per non sfigurare, anche rispetto ai Professori della Reale cappella, “all’occasione delle pubbliche Accademie od’altre Funzioni”.
Autografi, cart. 94.

2. Attrezzi del mestiere-26pag12. Attrezzi del mestiere-26pag22. Attrezzi del mestiere-26pag3

26. Milano, 4 marzo 1814.
Bonifazio Asioli, censore (responsabile) del Conservatorio, invia all’amministrazione una lista di spese; tra i beni da acquistare vi sono capi di vestiario per gli alunni, compresi i fazzoletti da naso.
Autografi, cart. 94.

Per l’Ottocento, si sono inoltre selezionate varie richieste d'acquisto di strumenti musicali destinati agli allievi del Conservatorio.

2. Attrezzi del mestiere-27

27. Milano, 30 luglio 1810.
Asioli chiede di poter acquistare una “Tromba Duttile, o sia Trombone... stromento quasi necessario e di un sommo effetto”.
Autografi, cart. 94.

2. Attrezzi del mestiere-28

28. Milano, 11 agosto 1812.
Asioli vorrebbe sostituire i due “mediocrissimi contrabassi” in dotazione, ormai “assolutamente inservibili”, con uno nuovo. Inoltre richiede l’acquisto di un “Gran-Pianoforte”poichè finora ha imprestato il suo.
Autografi, cart. 94.

2. Attrezzi del mestiere-29

29. Milano, 23 dicembre 1812.
Asioli e due professori del Conservatorio danno parere favorevole all’acquisto di un “Gran-Pianoforte di Vienna di Hampo, di noce in lucido con sette registri compresa la banda turca”... “avendo il detto istromento una voce forte e chiara per l’ampiezza della sala a cui deve servire” ed essendo “giustissimo, e moderato” il suo prezzo.
Autografi, cart. 95.

In questa sezione della mostra rientra anche una piccola scelta di acquerelli di fine Ottocento (nn. 30-35): sono le divise per le bande musicali, che dovevano essere approvate dalla Prefettura e dai comandi militari.

2. Attrezzi del mestiere-30

30. 1886.
Divisa della banda musicale di Bernareggio. Acquarello firmato “Bianchi”, con accluso campione di stoffa, fissato con un sigillo.
Prefettura di Milano. Figurini, Cart. 1.

2. Attrezzi del mestiere-31

31. 8 marzo 1895.
Divisa del Corpo Musicale di San Martino Pizzolano. Acquarello, non firmato.
Prefettura di Milano. Figurini, Cart. 1.

2. Attrezzi del mestiere-32

32. 1895. Uniforme corpo di musica di S. Pietro Martire. Acquarello firmato da “F. Trombetto”.
Prefettura di Milano. Figurini, Cart. 3.

2. Attrezzi del mestiere-33

33. Milano, 13 marzo 1898.
Fanfara dei lavoratori di Lodi. Acquarello (firma illeggibile).
Prefettura di Milano. Figurini, Cart. 3.

2. Attrezzi del mestiere-34

34. Marzo 1893.
Uniforme del Corpo Musicale di Lainate. Acquerello, non firmato.
Prefettura di Milano. Figurini, Cart. 2.

2. Attrezzi del mestiere-35

35. 1893.
Regolamento del Circolo Musicale di Santo Stefano al Corno ed elenco dei soci. Frontespizio decorato con strumenti e fogli di musica.
Prefettura di Milano. Figurini, Cart. 1.